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45 giri di AstorriTintinelli

lato A - IMMAGINAZIONE AL POTERE
lato B - FOLLìAR
Due studi sul Paese e sull’Arte della scena

di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli

IMMAGINAZIONE AL POTERE è un approfondimento ispirato alla prima parte della nostra ultima creazione “Il sogno dell’arrostito” in cui un uomo e una donna in uno spazio vuoto cercano di reinnescare il motore dell’immaginazione su un copione già scritto. La raccolta dei sogni che abbiamo condotto nell’ultimo anno col nostro pulmino in giro per strade, piazze e mercati ha evidenziato la mancanza di sogni nelle persone o comunque la difficoltà di rilanciare un nuovo immaginario.
Immaginazione al potere è stata una delle parole d'ordine degli studenti del sessantotto, ai quali il filosofo Marcuse (ideatore della frase) guarda come veicolo attraverso il quale si può realizzare la liberazione. La ragione e il linguaggio non sono più in grado di trascendere la realtà e di opporre un "grande rifiuto" al modello vigente, per questo l’umanità deve appellarsi all’ immaginazione, unico strumento capace di comprendere le cose alla luce della loro potenzialità. Per poter realizzare delle cose bisogna prima immaginarle, così come per cambiare le cose bisogna prima immaginare il cambiamento, immaginare le cose cambiate…” 

FOLLìAR invece vuole essere una riflessione sull’arte della scena in cui due attori di beckettiana memoria si confrontano sul fallimento dell’Arte e sulla sua  inutilità rispetto alle vicende del mondo.
Platone diceva che il potere dell'arte sull'animo umano era così grande che avrebbe potuto da solo distruggere il fondamento stesso della città e tanto più a malincuore riteneva che andasse bandito. Il destino dell'arte è ancora quello di cambiare la vita ? Non dovrebbe far rimpiangere una bellezza perduta da poterla poi rivendicare nella vita di tutti i giorni?
Questi interrogativi sono stati il nostro punto di partenza. E l'arte dell'attore è la nostra boa a cui rimanere aggrappati in questo tempo di tempeste e di confusione. Ci sentiamo esuli, questo sì come Lear e il suo Fool, girovaghi in un regno senza più centro. Il Lear di Shakespeare, ecco l'altra boa per questo studio dove due attori, uno zio e un nipote, l'uno cieco e l'altro matto, cercano di riconquistare il destino della poesia nella loro cantina con l’ossessione della prova e dell’esercizio. Chi non si esercita non è niente.
Mentre la grande opera, quella fuori, quella del mondo, continua la sua necessaria mutazione, questi due clown di beckettiana memoria vivono l’inutilità e la grandezza della loro scelta.
Questo studio è dedicato anche a Thomas Berhnard e in particolar modo alla “Forza dell’abitudine” ed è stato realizzato per la prima volta lo scorso settembre a Contemporanea Festival per il Teatro Metastasio di Prato.

La compagnia ASTORRITINTINELLI, è stata fondata nel 2002 da Alberto Astorri e Paola Tintinelli. Il loro incontro avviene al Festival di Santarcangelo di Romagna durante le prove per l’allestimento di  “Dammi almeno un raggio di sole” spettacolo per la regia di Davide Iodice dedicato a Federico Fellini.
Alberto viene da una formazione teatrale accademica e da una laurea in Filosofia.
Paola invece si diploma all’accademia di belle arti di Brera, poi è attrice e scenografa autodidatta, con la passione del circo. Decidono di dare inizio ad un percorso sulla scrittura di scena e sulla figura dell’attore-autore anche sostenuti dalle collaborazioni che in quegli anni Alberto fa con Leo De Berardinis ed entrambi fanno con Guido Ceronetti.
La coppia ASTORRITINTINELLI vive e lavora a Milano e dal 2002 si autoproduce “fuori dai circuiti ufficiali e dagli schemi drammaturgici tradizionali” (F. Quadri, La Repubblica 27.10.2007) in una serie di spettacoli sostenuti anche da una critica militante la quale  arriva a definirli come “la coppia cult dell’underground milanese” (Livia Grossi, Corriere della Sera 22.05.2007i) o paragonarli alla coppia “Leo e Perla” (Lorenzo Mari, Tabard, rivista militante, nov.2007).

www.astorritintinelliteatro.com