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Piccolo Canto di Resurrezione

di e con Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo, Ilaria Pezzera, Swewa Schneider
una produzione
I TEATRI DEL SACRO, ASSOCIAZIONE MUSICALI SI CRESCE

“La Loba è vecchia. E' una donna di due milioni di anni. Vive in un luogo sperduto che tutti conoscono, ma pochi hanno visto. Raccoglie le ossa, quelle che corrono il pericolo di andare perdute”. E' custode di quanto sta morendo e di quanto è già morto. La sua figura ancestrale di donna selvatica fa da confine e tramite tra ciò che è vivo e ciò che è morto, tra ciò che è desueto e ciò che anela alla Resurrezione. La Loba canta gli inni della creazione, rimette in gioco vite, mondi, storie. La Loba è detentrice della memoria. E’ narratrice. La Loba con il suo canto restituisce la vita, trasfigurata in qualcosa di nuovo.
Qual è la nostra personale resurrezione? Di quali rituali abbiamo bisogno oggi? Che cosa abbiamo sepolto e cosa vogliamo ricomporre, liberare? Quante volte possiamo morire per poi rinascere? In scena cinque donne, cinque voci tentano di rispondere a queste domande. Come la Loba raccontano storie di vite che anelano al cambiamento, al riscatto, alla guarigione e alla Resurrezione. Storie dal sapore acre, a volte tragicomico e dal ritmo variegato. Cinque voci diverse che si fondono in un unico affresco di racconti cantati e canti musicati. Voci che si fanno invettiva, poesia, preghiera e che si innalzano in canto. Un canto polifonico che si fa portavoce della rinascita e che ne assume tutte le sue caratteristiche: il dolore, il buio, la spinta, la rabbia, il pianto, la gioia, il riso che contagia che apre e libera. E ad ogni canto la memoria prenderà forma, risorgerà.

Il gruppo di lavoro nasce nel 2016 in occasione della partecipazione e vittoria della V edizione de I Teatri del Sacro con lo spettacolo Piccolo canto di resurrezione. Piccolo canto di resurrezione nasce da un intenso lavoro di drammaturgia collettiva sviluppatasi attorno al tema della resurrezione intesa come rinascita, come riscatto, come conquista di una nuova possibilità per rinnovarsi. Il fortunato spettacolo permette alla compagnia di farsi conoscere in diverse realtà nazionali e di partecipare a molti Festival. Le 5 attrici mettono al centro del proprio percorso artistico l'indagine sonora, l'esplorazione vocale. Nei loro lavori non mancano mai trame sonore complesse, riscritte totalmente o arrangiate ad hoc. I loro lavori appaiono quasi come una partitura musicale originale dove niente è lasciato al caso. La presenza di suggestioni sonore, mai scontate, permettono alla parola di potersi elevare, caricare di emozione ed esplodere con forza e profondità. Le attrici indagano le potenzialità della voce e del testo, mettendo al primo posto dei propri obiettivi la ricerca non solo musicale ma anche drammaturgica. Le storie, i temi, i contenuti e la messinscena vengono lavorati di pari passo alla composizione sonora. Cinque donne, cinque attrici, cinque voci che credono fortemente nel rito teatrale, ognuna con un percorso professionale decennale alle spalle e accomunate dal bisogno, dalla necessità di continuare a cercare altre storie da raccontare, altri progetti da mettere in scena.