Come se niente fosse

un monologo di e con Davide Grillo
produzione Teatro Metastasio di Prato
Un’allerta meteo avverte la popolazione che è in arrivo nella penisola italiana una gigantesca ondata di scetticismo, la perdita di senso che ne deriva si estende progressivamente a tutte le cose e minaccia di trascinare il paese nel caos, nella disillusione e di lasciarlo privo di sensi. Il tutto proprio nel mezzo della pausa di riflessione di una giovane coppia ormai non più sicura del senso del loro stare insieme.
Come se niente fosse è un monologo comico sul rapporto tra il precariato, la mancanza di senso e la fine delle cose, sul post-fordismo e sul continuo senso di inadeguatezza che questi ci regala. Nella pratica si prova a fare della nostra depressione un fatto climatico.
Il progetto
Come se niente fosse è nato dal tentativo di raccontare attraverso il genere fantastico e il pensiero esistenzialista, un certo tipo di inadeguatezza e di smarrimento mio e della mia generazione, i nati tra gli anni ottanta-novanta. Il fatto di sentirsi costantemente in ritardo rispetto alla vita, l’ansia di riuscire in qualcosa, l’assurdo di questa competizione continua (non si sa bene con chi) e sopratutto il senso di colpa. Perché il fatto che quasi tutti i miei amici siano precari come me non mi fa sentire meno solo o inadeguato? Perché problemi endemici come il precariato o l’assenza di futuro per quanto siano percepiti da tutti, non si trasformano più in proteste collettive come in passato ma al contrario vengono sentiti, vissuti, trattati e a volte medicalizzati come problemi individuali?
Ponendomi queste domande ho scoperto che forse l’apparato teorico dell’esistenzialismo era necessario ma insufficiente a descrivere come ci si sente ora, mancava una parte, sono cambiate delle cose ed è come se avessimo a che fare con un male di vivere del tutto nuovo, forse il nostro è un male di vivere post-fordista. Per trovare questa parte mancante mi sono rivolto principalmente ai libri di Mark Fisher.
Davide Grillo
Davide Grillo vive e lavora a Roma come attore e autore. Dopo la laurea in filosofia decide di continuare con le scelte sbagliate dedicandosi al teatro. Comincia con il clown e la recitazione, studia scrittura con Giacomo Ciarrapico perfezionandosi in scrittura scenica presso Rialto Centro di Formazione Teatrale e in sceneggiatura presso il Master della Escuela de Cinema y Tv di San Antonio de los Baños, Cuba.
Dal 2016 scrive monologhi che poi recita per teatri, locali e festival in giro per l’Italia. I suoi precedenti lavori sono Stendhal Comedy e il tempo stinge, brevi monologhi contro l’affanno.
A teatro negli anni ha lavorato tra gli altri con Lucia Calamaro, Deflorian\Tagliarini e Elio Germano. Al cinema nei film e serie di Giorgia Farina, Alessio Lauria, Marco Amenta e Stefano Sollima. Insieme a Christian Raimo ha scritto articoli per L’essenziale, Il Tascabile e Minimamoralia. Come creativo e copywriter insieme a Claudio Morici ha lavorato per Save the Children Italia, il MIUR e l'ISS. Ha ideato e cura attualmente una rubrica dal titolo la linea cotica per il podcast romano Sveja e un format mensile sui racconti nel quartiere di Torpignattara dal titolo tre racconti belli e uno mio.
Come arrivare al luogo dello spettacolo:
https://maps.app.goo.gl/xeY7nxHzajijCx2u6
