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Roberta cade in trappola / The Space Between

Tredicesima parte di Interior Sites Project
Coproduzione Il Funaro Pistoia, IRAA Theatre Melbourne, Teatro di Dioniso Torino.
PREMIO HYSTRIO 2015

Roberta cade in trappola parla di relazioni. La nostra relazione con gli amici, con la loro assenza, con la memoria, col passato e con quello che del passato rimane.
Partendo da elementi presi dalla nostra vita proviamo a toccare quella di molti.
Roberta cade in trappola attraversa e mette in scena il passato, un vecchio registratore che dopo quarant'anni riappare con il suo carico di promesse, la labilità delle relazioni in un mondo in cui più le distanze si rimpiccioliscono, più le relazioni sembrano diventare distanti.
Roberta cade in trappola mette in scena la Cosa Brutta di cui parla David Foster Wallace, un'opera sgangherata di magia e un libro di una mostra di Duane Hanson, vista molto tempo fa. Quel libro è diventato col tempo un'opera esso stesso, una specie di diario in cui si sonoaccumulate foto, ricami, disegni. Ci è piaciuto interagire con l'opera iperreale di Hanson in cui persone vere sembrano false, e su queste persone false noi inseriamo ricordi di persone vere chiudendo così il cerchio.
Più in là la donna col vestito rosso che continua a svenire...si lascia cadere, cade, cade, cade. Tu sbagli la mossa, è un atto mancato, sbagliare un gradino, inciampare, cadere. Tu non ci pensi, passa attraverso te, sono sciocchezze. E' l'appuntamento con l'inconscio.

"Sto nella cucina al secondo piano. E' la stanza più piccola della casa. Una specie di cucina di servizio, giusto per prepararsi un tè o un caffè. Scrivo sempre lì. Continuo a scrivere anche adesso per cercare di mettere parole. Bisogna continuare, bisogna dire parole finché ce ne sono, bisogna dirle finché mi trovino, finché mi dicano impedendo alla vita di dissolversi nel buio. Mettere parole tra me e il tempo che soffia portandosi via brandelli sempre più grandi di senso" C/B.

 

Cuocolo/Bosetti IRAA Theatre come ha scritto il Sydney Morning Herald “sono la punta di diamante della performance contemporanea australiana”. Il loro lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti di critica e di pubblico nei Festival Internazionali di 26 nazioni. Vincitori di numerosi premi tra cui Unesco Awards, Green Room Award, MO Award e il premio Cavour i loro spettacoli sono presentati nelle case o hotel dove vivono esponendo così lo spazio intimo e domestico allo sguardo dello spettatore-ospite alla ricerca di un impossibile, illecita geografia dell’intimità. Nei loro spettacoli teatro e vita, realtà e finzione, attore e personaggio si sovrappongono. Fondato a Roma nel 1978 da Renato Cuocolo L’IRAA Theatre  ha realizzato una serie di sette trilogie che sono state presentate in ventisei nazioni di quattro continenti. Nel 1988 la compagnia si e’ trasferita a Melbourne dove è diventata col tempo la principale compagnia Australiana d’innovazione (Flag Company). Dal 2012 ha aperto una sede anche in Italia a Vercelli dove, con il contributo dell’Australia Council ed alcuni dei principali festival teatrali italiani,  ha presentato una serie di lavori nuovi e di repertorio. Basandosi sulla rielaborazione di elementi presi dalla loro vita, Cuocolo/Bosetti costruiscono una serie di spettacoli in cui realtà e finzione si sovrappongono. Il loro lavoro mette in discussione la separazione tradizionale tra attore e personaggio. E’ un invito a riconsiderare i limiti tra performance e realtà, tra arte e vita, finzione e autobiografia. I loro lavori, normalmente per pochi spettatori per volta, si svolgono in ambienti non teatrali: le case private e gli hotel dove Cuocolo/Bosetti realmente abitano. Gli hotel e le case non sono scenografie ma trappole per la realtà.